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Jacquet o backgammon: quali differenze?
Il jacquet e il backgammon si giocano sulla stessa tavola, con quindici pedine e due dadi, ma lo spirito è diverso: l’uno privilegia la corsa e il blocco, l’altro il combattimento e il cubo del raddoppio. Ecco come distinguerli.

Aprite un cofanetto da backgammon in una casa di famiglia francese, e c’è una buona probabilità che un anziano vi proponga piuttosto «una partita a jacquet». La tavola è la stessa, i dadi anche, ma il gioco non si svolge affatto allo stesso modo. Il jacquet appartiene alla grande famiglia dei giochi di tavola, molto praticati in Francia fino all’Ottocento, come il trictrac. Ecco cosa lo distingue dal backgammon e come scegliere quello che fa per voi.
Una stessa famiglia, due filosofie
Il backgammon e il jacquet sono giochi di corsa: ogni giocatore fa viaggiare le sue quindici pedine attorno a una tavola di 24 frecce, al ritmo di due dadi, poi le porta fuori una volta arrivate nell’ultimo quarto. Questa famiglia è una delle più antiche del mondo: il gioco reale di Ur, ritrovato in Mesopotamia, o la tabula romana, giocata su 24 caselle, ne sono lontani cugini.
Ciò che cambia è il modo di interagire con l’avversario. Il backgammon è un gioco di combattimento: si colpiscono le pedine isolate, le si rimanda sulla barra, si corrono rischi. Il jacquet è un gioco di prudenza ed esattezza: non si colpisce, si blocca, e si vince soprattutto gestendo i dadi meglio dell’altro.
Le grandi differenze a colpo d’occhio
| Aspetto | Backgammon | Jacquet |
|---|---|---|
| Posizione di partenza | Pedine ripartite su quattro frecce (2-5-3-5) | Le 15 pedine impilate su una sola freccia |
| Senso di spostamento | I due giocatori girano in senso inverso | I due giocatori girano nello stesso senso di rotazione, da angoli opposti |
| Pedina avversaria isolata | Può essere colpita e va sulla barra | Non si colpisce mai |
| Tenere una freccia | Servono due pedine per chiudere una freccia | Una sola pedina basta a occupare una freccia |
| Cubo del raddoppio | Al centro del gioco moderno | Assente dalla tradizione del gioco |
| Atmosfera | Tattica, rischi, ribaltamenti | Corsa, blocco, pazienza |
Lo svolgimento di una partita a jacquet
La partenza: un’unica pila
Al jacquet, ogni giocatore comincia con le sue quindici pedine riunite su una sola freccia, in un angolo della tavola. Le due pile si fronteggiano in diagonale, in angoli opposti. Tutta la partita consiste nel «srotolare» questa pila facendola avanzare verso il proprio quarto di uscita.
Lo stesso senso di rotazione
A differenza del backgammon, dove le pedine si incrociano frontalmente, qui i due giocatori girano nello stesso senso. Gli eserciti non si scontrano: si inseguono. Questo cambia tutto nel modo di pensare il gioco, perché si cerca di collocarsi davanti all’avversario per ostacolarlo piuttosto che attaccarlo.
Bloccare invece di colpire
Poiché non si colpisce mai, l’unica arma è il blocco. Una freccia occupata, anche da una sola pedina, è vietata all’avversario. Occupando abilmente più frecce davanti alle sue pedine, lo si costringe a giocare mosse che lo avvantaggiano poco, o addirittura a passare il turno. Per questo si parla di un gioco di esattezza: ogni mossa conta, e una cattiva distribuzione si paga diversi turni più tardi.
L’uscita
Come al backgammon, una volta riunite tutte le pedine nell’ultimo quarto, le si porta fuori dalla tavola in base ai dadi. Chi per primo ha portato fuori le sue quindici pedine vince.
Le regole dettagliate del jacquet variano da una regione o da una famiglia all’altra, in particolare per l’apertura della pila e per alcune restrizioni di blocco. Prima della partita, mettetevi d’accordo sulle vostre regole di casa: è la tradizione dei giochi di tavola.
Un’aria di famiglia con il tavli greco
In Grecia il backgammon si chiama tavli, e una partita concatena in genere tre giochi sulla stessa tavola. Due di essi chiariscono bene il jacquet:
- Il fevga: i giocatori partono da angoli opposti e girano nello stesso senso; una sola pedina basta a tenere una freccia, non si colpisce mai. È lo spirito stesso del jacquet.
- Il plakoto: anche qui tutte le pedine partono da una sola freccia, ma si può immobilizzare una pedina avversaria isolata posandosi su di essa, il che la blocca.
- Il portes: molto vicino al backgammon, con la stessa posizione di partenza e lo stesso principio per colpire e rientrare.
Se amate il jacquet, il fevga vi sembrerà familiare; se preferite il combattimento, il portes e il backgammon vi appagheranno.
Quale scegliere?
Il jacquet, per la serenità
Senza pedine colpite né cubo del raddoppio, il jacquet si adatta bene alle partite in famiglia, ai giocatori che amano calcolare e a quelli che il lato «colpo di dadi» del backgammon a volte frustra. I ribaltamenti esistono, ma sono più lenti e più leggibili.
Il backgammon, per l’intensità
Il backgammon è più vivace: una pedina colpita può ribaltare una partita in un solo lancio, e il cubo del raddoppio aggiunge uno strato di bluff e di assunzione di rischio. È anche il gioco praticato nei circoli e nei tornei. Per conoscerne tutte le sottigliezze, leggete la nostra guida alle regole del backgammon.
Perché non giocare a entrambi?
Buona notizia: basta un solo cofanetto. Quindici pedine per colore, due paia di dadi e una tavola di 24 frecce sono esattamente il materiale dei due giochi. Solo il cubo del raddoppio resta in fondo al cofanetto quando si gioca a jacquet.
La tavola giusta per il jacquet come per il backgammon
I nostri backgammon sono realizzati a mano in Grecia dalla famiglia Manopoulos (Atene, 1970, laboratorio a Tebe), con un intarsio posato a mano. Tutti comprendono 30 pedine (15 chiare e 15 scure), 4 dadi e un cubo del raddoppio: di che giocare a jacquet, a backgammon e ai tre giochi del tavli. Per un uso regolare in famiglia, il BKB1 in noce e rovere nero (48 × 30 cm da chiuso) offre un grande campo di gioco. Il BUU1 in radica di noce della California sedurrà gli amanti dei legni dalle sfumature scure, e il BMM2 in mogano, di formato medio, accompagna facilmente le vacanze.
Domande frequenti
Si può giocare a jacquet su una tavola da backgammon?
Sì. La tavola, le quindici pedine per giocatore e i dadi sono gli stessi; cambiano solo la disposizione iniziale e il modo di giocare.
Il jacquet è più facile del backgammon?
Le sue regole sono più semplici, poiché non si colpisce e non si usa il cubo del raddoppio. Ma bloccare bene l’avversario richiede precisione: facile da imparare, esigente da padroneggiare.
Qual è la differenza tra jacquet e trictrac?
Sono due antichi giochi di tavola molto praticati in Francia. Il trictrac, oggi raro, si basa su un complesso sistema di punti; il jacquet è una corsa più diretta verso l’uscita.
Conclusione
Jacquet o backgammon, la vera domanda è soprattutto: prudenza o combattimento? Il jacquet premia la pazienza e l’esattezza, il backgammon l’audacia e il calcolo dei rischi. Con un’unica bella tavola potete passare dall’uno all’altro a seconda dell’umore. Scoprite i nostri backgammon realizzati a mano in Grecia per accogliere tutte le vostre partite.







